lunedì 17 novembre 2008

la FAVOLA dell'INTERCULTURA di Andrea, Comitato Genitori Circolo Didattico 298 – Elsa Morante

C’era una volta… l’Italia e gli italiani che per vari decenni hanno vissuto sulla propria pelle cosa vuol dire immigrare: lasciare dietro alle spalle le proprie radici, i propri affetti … ricominciare da zero.
Italia che quando si trovò di fronte una nuova realtà, quella di diventare paese ospitante, scelse la strada dell’intercultura. Siamo a metà degli anni novanta e l’immigrazione apre un nuovo capitolo con il consolidamento dei processi immigratori attraverso la stabilizzazione dei soggetti . I contesti ed i paesaggi culturali cambiano velocemente; l’incontro con il diverso finora occasionale e sporadico entra nel quotidiano rendendo necessario una revisione dell’agire sociale ed educativo.
Senza entrare troppo nei particolari è opportuno delineare brevemente le caratteristiche dell’immigrazione straniera nel primo decennio degli anni duemila: la presenza regolare registra un incremento costante ed oggi rappresenta il 5% della popolazione, alcune stime prevedono che nei prossimi 15 anni vi saranno in Italia circa 6.500.000 immigrati e cittadini di origine straniera; il ventaglio dei paesi di provenienza è piuttosto vasto: tra gli alunni di altra nazionalità inseriti nelle scuole italiane sono presenti 189 cittadinanze (nel mondo l’Istat calcola 194 nazioni -dati tratti da “Capirsi diversi" Favaro – Fumagalli pag 15).
La strada dell’integrazione è tutt’altro che semplice eppure è la via più lecita allo sviluppo di questo Paese, Paese che ha uno tra i più bassi tassi di natalità nel mondo, basta farsi un giro nei reparti maternità di qualsiasi ospedale per vedere che la maggior parte delle donne che mettono al mondo bambini in Italia sono straniere.
Leggo nella Costituzione italiana che questa è una Repubblica fondata sul lavoro! Deduco quindi che coloro che qui lavorano e contribuiscono alla crescita di questo Paese abbiano il diritto di ricevere un trattamento adeguato se non altro alle tasse che versano al governo.
Ma certo che sciocca! Non si tiene conto nemmeno di quelli che qui sono nati figuriamoci degli ultimi arrivati!
Ma aspetta, mi sono persa: parlavamo di Intercultura…si…parlavamo di un paese che possiede una normativa in merito all’integrazione in ambito scolastico: la Legge 40 del 1998 oppure il D.P.R. 394/1999.
Infatti nonostante le difficoltà contingenti il sistema scolastico si struttura sempre di più nella direzione del dialogo, del confronto,
del rispetto reciproco. Le leggi sopracitate prevedono l’inserimento di figure professionali a supporto degli educatori sia dove esiste una forte presenza di cittadini stranieri nelle scuole ma anche nella formazione degli alunni italiani poiché imparare a conoscere il diverso è prerogativa fondamentale per chi cresce in un mondo dove le distanze si accorciano sempre di più.
Ma come tutte le favole che si rispettino un bel giorno arriva la strega cattiva e cerca di intralciare la strada…
Siccome la nostra è una bellissima favola che ci fa intravedere la possibilità di costruire un modo di vivere diverso rispetto ai parametri ora vigenti: dove il diverso non
è nemico, non va combattuto, emarginato, ma può dare nuova forza, portare vigore e rinnovamento in una società che vive un momento di crisi strutturale.
L’incantesimo allora è potente e cosa può essere più efficace che l’utilizzo della paura stessa ? Sarà per questo che nei telegiornali invece di spiegarci a cosa andiamo incontro realmente con l’entrata in vigore delle nuove leggi non fanno altro che demonizzare le nostre esigenze? Mi sento quasi cattiva a pretendere che mio figlio abbia un’istruzione decente, quasi snaturata per avere la necessità di lavorare…Sarà per questo che il sindaco di Milano dal 2007 ha imposto che le famiglie non residenti nel comune da almeno due anni non hanno il diritto di avere i libri scolastici gratuiti?
Forse la strega si sarà ricordata un vecchio proverbio che dice "l’unione fa la forza" e quindi è più facile gestirci se siamo separati, divisi per colori, etnie e classi sociali? Qualcuno mi sa spiegare cosa significa “discriminazione transitoria costruttiva”? Vivo in questo paese da 18 anni, ho sentito tante cose ma questa mi è veramente nuova!
Forse dovremmo leggere ai membri del nostro governo la Carta dei Diritti dei Bambini … in questo documento è previsto che i bambini a prescindere dalla loro provenienza o religione abbiano il diritto di avere garantita la dignità…qualcuno mi sa dire se il riconoscimento della discriminazione da parte di un Stato sia compatibile con il principio di dignità?
Chiedo scusa, volevo raccontare una favola, e sono finita in un incubo…o forse no, forse le risposte non dobbiamo cercarle da chi sembra evidente non sia in grado di fornirle, forse questa storia possiamo provare a scriverla Noi persone comuni, vincendo la paura, unendoci per qualcosa che ci accomuna: il futuro dei nostri figli.
E forse si può fare…informiamoci, confrontiamoci…
Andrea, Comitato Genitori Circolo Didattico 298 – Elsa Morante

Nessun commento: