Cronaca di un pomeriggio sui … binari.
Una manifestazione estemporanea, insolita e volutamente provocatoria quella che ha animato oggi pomeriggio le stazioni della linea FM3 di Monte Mario e Ottavia. Una trentina di persone, genitori, studenti, insegnanti di diverse scuole del XIX Municipio ha “invaso “ pacificamente le banchine, gli spazi antistanti le stazioni proponendo ai viaggiatori in attesa dei treni un volantino per informare e contro-informare sui recenti provvedimenti legislativi in materia scolastica (Legge 133/08, 169/08, DDL Aprea, Mozione Cota per le “ classi-ponte” ) sollecitando la partecipazione ad una vera e
propria Assemblea Pubblica sul tema della scuola svolta all’interno delle stazioni ferroviarie.
Una manifestazione estemporanea, insolita e volutamente provocatoria quella che ha animato oggi pomeriggio le stazioni della linea FM3 di Monte Mario e Ottavia. Una trentina di persone, genitori, studenti, insegnanti di diverse scuole del XIX Municipio ha “invaso “ pacificamente le banchine, gli spazi antistanti le stazioni proponendo ai viaggiatori in attesa dei treni un volantino per informare e contro-informare sui recenti provvedimenti legislativi in materia scolastica (Legge 133/08, 169/08, DDL Aprea, Mozione Cota per le “ classi-ponte” ) sollecitando la partecipazione ad una vera e
propria Assemblea Pubblica sul tema della scuola svolta all’interno delle stazioni ferroviarie.
Ore 14.30 stazione di Monte Mario Orario d’uscita di alcune scuole circostanti: studenti, qualche insegnante, persone che rientrano a casa dopo la mattinata di lavoro. Inizia l’assemblea, si distribuiscono volantini, si susseguono gli interventi: i genitori, gli insegnanti, gli studenti medi delle diverse scuole. Tutto sembra svolgersi secondo una regia perfettamente coordinata che tuttavia non è stata stabilita in precedenza.
I passeggeri presenti, vittime di un’ennesima (per nostra fortuna) corsa soppressa, ascoltano incuriositi e sorpresi le ragioni della nostra protesta. Qualcuno annuisce, qualcuno addirittura si congratula per l’iniziativa: “Il problema della scuola, dei tagli? Sì che lo capisco! Io lavoro all’ospedale: i problemi della sanità sono simili! “
Un signore, visibilmente irritato dalla nostra presenza, inizia sulla banchina del secondo binario una discussione con un'altra persona sui temi della protesta e sull’opportunità della nostra presenza: ha inizio un vero e proprio dibattito.
Ci sparpagliamo per tutta la stazione, mentre gli interventi al megafono scorrono e scandiscono i toni della protesta molti tra noi distribuiscono ai passanti il volantino di informazione cercando di spiegarne il contenuto.
Le persone prendono il volantino: alcune lo scorrono distrattamente, altre lo leggono, altre sono disponibili a dialogare, ad ascoltare il nostro commento. Ciò che stupisce, probabilmente, è il gruppo eterogeneo, età diverse, ruoli e funzioni differenti che discutono in uno spazio neutrale: la stazione, un luogo frequentato da tante persone altrettanto eterogenee.
Ore 16: stazione di Ottavia

Il numero dei viaggiatori in attesa è minore, il “saliscendi” dai treni è ridotto, ma sono arrivati altri studenti dell’Istituto Professionale e stanno per arrivare le insegnanti della scuola elementare e qualche genitore.
Non siamo altrettanto fortunati per il numero delle persone presenti (nessuna provvidenziale corsa soppressa!!).
Inizia l’assemblea. Il suono del megafono scandisce i nostri interventi e rimbomba per la stazione: l’effetto acustico è presente!
Non manca anche in quest’occasione qualcuno che esprime con un certo impeto le proprie ragioni ripetendo le frasi stereotipate che la stampa e i mass-media hanno diffuso negli ultimi mesi: “ Insegnanti? Fannulloni!!! Andate ad istruirvi! “, “ Ci sono corsi universitari con un solo studente!! Dovete dire anche questo!”
Molti genitori rientrano a casa con i figli usciti da poco dalla scuola elementare: sembrano essere sensibili alla nostra presenza e al dialogo.
Gli studenti danno vita ad una discussione con un venditore ambulante che, probabilmente temendo la nostra presenza come elemento di disturbo per la sua vendita, si rivolge a noi con tono infastidito. Tuttavia dopo un breve scambio d’opinioni si mostra solidale con la nostra iniziativa.
Il gruppo si sposta sulla strada, sulla via che costeggia la stazione.
Si continua a distribuire volantini esprimendo le nostre opinioni di fronte a passanti e ad automobilisti incuriositi……
Breve riflessione sull’iniziativaIl dialogo tra le persone nasce spesso in luoghi neutrali, negli spazi che appartengono a tutti. La sensazione netta che si ricava da questo pomeriggio è stata quella di aver portato la scuola fuori dalla scuola, fuori dalla consueta autoreferenzialità. Aver fatto conoscere, sebbene in minima parte, le problematiche concernenti la crisi finanziaria che si abbatte inesorabilmente sulla scuola pubblica, unicamente attraverso la logica dei tagli e del sottrarre risorse alle istituzioni scolastiche è stata per noi l’occasione di esprimere la nostra voce in difesa della scuola e del diritto all’istruzione pubblica ai cittadini, agli abitanti di questo quartiere. Consideriamo quest’iniziativa come un piccolo ma altrettanto importante passo che ha in sé il senso del dialogo, della condivisione, attraverso la quale si getta un ponte capace di ridurre quella distanza, caratteristica sempre più presente e dominante della nostra società, tra le persone e i luoghi istituzionali sedi delle discussioni e delle importanti decisioni politiche. La dimensione politica, nel senso più genuino dell’etimologia della parola propone, è quella che richiama la dimensione d’appartenenza, il prendere parte alla gestione ed alla discussione dei grandi temi che riguardano la sfera della società civile: la scuola, l’istruzione, il sapere è da considerare patrimonio libero e indiscutibile di ogni cittadino e quindi della società.
L’iniziativa è stata faticosa, impegnativa, con imprevisti che richiedono forse un’organizzazione da migliorare. La sensazione con la quale si torna a casa è in ogni caso quella di essere stati presenti in maniera efficace e concreta sulla realtà territoriale.
Prossima fermata …………………???
di Marcella, 47 anni, insegnante

